Norme editoriali per la tesi

Questo documento ha lo scopo di presentarvi le norme editoriali da seguire per la stesura della tesi di laurea o dell’elaborato finale. Le informazioni qui riportate sono valide sia per gli studenti della scuola di Psicologia che per quelli del corso di studi in Scienze della Formazione.

Frontespizio

Sulla Frontespizio deve figurare il logo dell’Università; il titolo della tesi, in italiano e in inglese, il nome e il numero di matricola dello studente, i nomi del relatore e degli eventuali correlatori che abbiano collaborato alla preparazione della tesi. Nel frontespizio deve essere inoltre indicato il Dipartimento di riferimento del corso di studio e anche, se non coincidente, il Dipartimento di afferenza del relatore: “Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata”.

Tipografia e impaginazione

Sebbene non esistano indicazioni precise al riguardo si ricorda che la lunghezza della tesi non dovrebbe superare le 100 facciate per le magistrali e le 50 facciate per le triennali (esclusi eventuali allegati o appendici).  La stampa va effettuata su fogli A4, fronte/retro.

Per una corretta impaginazione impostate i margini del documento a 3 cm per lato e se utilizzate un programma di scrittura che ve lo consente predisponete i seguenti stili:

Titolo: il titolo deve essere redatto con font Arial grassetto, corpo 18, interlinea 1 e spazio dopo il paragrafo 6pt. Allineamento a sinistra.

Sottotitolo: il sottotitolo deve essere redatto con font Arial grassetto, corpo 16, interlinea 1 e spazio dopo il paragrafo 3pt. Allineamento a sinistra

Corpo: il corpo del testo deve essere redatto con font Arial, corpo 12, interlinea 1.5, rientro  prima riga 0,5 cm e spazio dopo il paragrafo 3pt. Allineamento giustificato.

Citazione: le citazioni testuali devono essere redatte con font Arial, corpo 11, interlinea 1, rientro 1 cm per lato e spazio dopo il paragrafo 3pt. Allineamento giustificato.

Estratto: gli estratti delle interviste o dei dati interattivi raccolti devono essere redatti con font Courier New, corpo 11, interlinea 1, rientro 1 cm per lato e spazio dopo il paragrafo 3pt. Allineamento giustificato.

Bibliografia: i riferimenti bibliografici devono essere redatti con font Arial, corpo 12, interlinea 1,5 rientro sinistra 0,5 cm e spazio dopo il paragrafo 3pt. Allineamento giustificato.

Norme bibliografiche

I riferimenti bibliografici devono essere scritti secondo le più recenti norme APA (http://www.apastyle.org/). Nel testo dovrete riportare il cognome dell’autore e l’anno della pubblicazione tra parentesi tonde. Nel caso delle citazioni testuali dovrete contenerle con le doppie virgolette e al termine riportare tra parentesi tonde il cognome dell’autore l’anno della pubblicazione e il numero della pagina in cui è presente il testo riportato. Nel capitolo della bibliografia dovrete riportare l’elenco dei riferimenti bibliografici in ordine alfabetico per cognome del primo autore e successivamente per anno decrescente. In caso di più pubblicazioni del medesimo autore con anno di pubblicazione uguale, aggiungete una lettera minuscola.

Esempio

1 I sistemi di attività quotidiana

1.1 La trascrizione dei dati discorsivi e interattivi

   L’impossibilità di lavorare direttamente sui dati registrati ha richiesto ai conversazionalisti di produrre un sistema condiviso di regole di trascrizione di tali interazioni, inizialmente proposta da Gail Jefferson (1989) e pertanto comunemente definita trascrizione jeffersoniana.  (cfr. estratto seguente).

3°OP: e una valvetta epatica
1°OP: epatica:: e che viene messa alla fila de qua(4.0)
1°OP: (questa) grande però.

   Esiste ora nella ricerca sociale una diffusa consapevolezza del fatto che non ci sono “dati oggettivi” da “trovare”, ma costruzioni che vengono prodotte nel corso della attività di ricerca:

“ora comprendiamo che non c’è una finestra trasparente sulla vita interiore delle persone. Qualsiasi sguardo è sempre filtrato attraverso le lenti del linguaggio, del genere, della classe sociale, della razza e della etnicità. Non ci sono osservazioni obiettive ma solo osservazioni socialmente situate nei mondi dell’osservatore e dell’osservato.” (Denzin e Lincoln  1998 p. 24).

   Già il porsi simili domande di ricerca testimonia un interesse per quelli che sono stati definiti come sistemi di attività quotidiana e per le interazioni sociali e discorsive che li caratterizzano (Gergen, 1996).

Bibliografia

Denzin, N.K. e Lincoln, Y.S. (1998). Collecting and interpreting qualitative materials. Thousand Oaks, Sage.

Gergen, K.  (1996) Organizational science in a postmodern context, Journal of Behavioral Science vol 32, pp. 356-378

Zucchermaglio, C. (2000) Gruppi di lavoro. Tecnologie, pratiche sociali e negoziazione, in G. Mantovani (a cura di) Comunità di pratiche e nuove tecnologie, Bologna, il Mulino, pp. 181-202.

Lascia un commento